Ai tempi dell’intelligenza artificiale, dove tutto è messo in discussione e si parla persino di sostituzione uomo-macchina — anche per lavori ad alto valore cognitivo —, il tema delle risorse umane in azienda diventa più che mai centrale. Paradossalmente, questa nuova precarietà del materiale umano ha riportato le persone al centro della scena. In un momento in cui le macchine sono protagoniste assolute, le persone sono diventate la risorsa più preziosa.
In Linkalab mi occupo personalmente di tutto il processo di recruiting, perché credo fermamente che sia l’attività più strategica per un’azienda come la nostra. È per questo motivo che ho letto con grande interesse il lavoro di tesi di Marta Muscas, neolaureata dell’Università di Cagliari, dal titolo “Employer branding e Generazione Z: come attrarre i talenti del futuro”.
Dato che le nostre selezioni si rivolgono prevalentemente a candidati di questa generazione, confrontarmi con questo studio mi ha offerto spunti preziosi. Appartengo alla Generazione X e, in mezzo, ci sono i Millennials (la generazione Y), con cui non mi sono mai sentito in grande armonia, forse a causa di una diretta concorrenza generazionale. Con la Gen-Z, invece, la dinamica è diversa: sento punti di contatto profondi e credo di aver imparato molto da loro.
Vediamo cosa emerge dalla tesi di Marta: quali sono le richieste “non negoziabili” e i valori imprescindibili dei talenti di oggi?
1. L’equilibrio non è un optional: work-life balance al primo posto
Per la Generazione Z, l’equilibrio tra lavoro e vita privata è una priorità assoluta. Questi ragazzi non cercano un posto fisso per tutta la vita, ma un’attività che permetta loro di vivere, coltivare interessi e passioni, e proteggere la propria salute mentale.
Gli strumenti per abilitare tutto ciò sono concreti: flessibilità, lavoro ibrido, orari dinamici e la sperimentazione della settimana corta a parità di stipendio. Il tempo fuori dal lavoro non si può comprare; non si può barattare una carriera di successo intrisa di stress con la qualità dei rapporti umani, siano essi con i colleghi o con i familiari.
2. Valori aziendali e “Contratto Psicologico”
I giovani della Gen-Z vogliono un lavoro che abbia un senso e un’azienda in cui riconoscersi profondamente. Non si può trascorrere una parte così rilevante della propria vita in un contesto che deroga ai valori fondamentali che danno senso allo stare al mondo.
Ciò che conta davvero sono:
- Inclusione, diversità, sostenibilità e responsabilità sociale.
- Leadership empatica, collaborativa, trasparente e autentica.
Marta definisce questo legame attraverso un vero e proprio “contratto psicologico”: l’azienda deve mantenere rigorosamente le promesse dichiarate in fase di selezione, pena l’abbandono immediato. Non si possono sponsorizzare valori di facciata.
3. Retribuzione trasparente ed equa
Lo stipendio resta importante, ovviamente, ma da solo non basta. A differenza delle generazioni passate, i ragazzi di oggi non accettano paghe più basse in cambio di benefit accessori: chiedono trasparenza salariale, equità e stabilità economica. Vogliono sapere esattamente dove si trovano e perché.
Cosa ho imparato (e cosa dobbiamo cambiare)
Ho incontrato tantissimi ragazzi della Generazione Z, sia attraverso call di lavoro che nei colloqui in presenza, e ho imparato una regola fondamentale per entrare in sintonia con loro: non promettere mai nulla che non sia certo di poter mantenere, adottando sempre un atteggiamento aperto e sincero.
È l’unico modo autentico per attrarre e trattenere i talenti. Dopotutto, questi ragazzi hanno una visione lucida e ci possono dare davvero moltissimo. La sfida, oggi, non è adattarli al vecchio modello aziendale, ma far evolvere l’azienda per renderla degna del loro talento.
Un ringraziamento speciale a @Marta Muscas per l’approfondimento e la ricerca (https://lnkd.in/p/dK_qUCtZ)