Giulietta Lab è un progetto di Ricerca & Sviluppo che trasforma i dati dell’esperimento GAIA in immagini e video, esplorando nuove forme di ricerca artistica.
Creatività generativa: oltre gli LLM
Si parla molto (e spesso quasi esclusivamente) di modelli linguistici avanzati (LLM), perché in questa nuova rivoluzione dell’AI sono quelli che più da vicino possono competere con le nostre capacità in compiti “da colletti bianchi”.
Ma c’è un altro ambito, emerso anche prima degli LLM, che tocca un terreno ancora più delicato e “sacro”: la creatività delle immagini artistiche.
Attraverso interfacce testuali come ChatGPT con DALL·E o Gemini, chiunque può generare immagini fotorealistiche, spesso legate a un’estetica “mainstream” tipica della pubblicità e della comunicazione di massa. Accanto a queste, esistono anche piattaforme open source come Stable Diffusion, diventata uno standard per il mondo della ricerca artistica grazie alla possibilità di accedere al codice, osservare la logica dei modelli e lavorare in una community di sviluppatori e creatori.
Giulietta Lab: collaborazione Linkalab × NABA
Su queste basi nasce una collaborazione tra Linkalab e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, per lo sviluppo di una piattaforma dedicata a progetti di ricerca artistica, anche in collaborazione con altri istituti europei.
Il nome di questo progetto è Giulietta Lab ed è stato utilizzato di recente in un workshop presso l’Accademia Polacco-Giapponese di Varsavia (PJAIT).
Dal progetto GAIA alla sfida del workshop
Il workshop ha preso avvio da un patrimonio informativo straordinario: i dati raccolti dall’esperimento astronomico GAIA (ESA), che mappa la nostra galassia in molteplici dimensioni astrofisiche e cinematiche.
Parliamo di traiettorie e parametri come dimensioni, luminosità, temperature e presenza di metalli per oltre due miliardi di stelle.
Il limite “narrativo” di questo esperimento è evidente: non esistono fotografie degli astri. La descrizione rimane principalmente numerica.
La sfida, per tutti i gruppi di lavoro del workshop, è stata quindi: come dare voce e visibilità agli astri a partire da questo immenso patrimonio di dati?
“Drawing celestial trajectories in artificial minds”
La nostra proposta si riassume nel titolo: “Drawing celestial trajectories in artificial minds”.
Abbiamo utilizzato Giulietta Lab, basato sull’interfaccia ComfyUI di Stable Diffusion, per mappare numeri in immagini e video, collegando le variabili del dataset agli iperparametri dei modelli generativi.
La direzione estetica è stata intenzionale: visualizzazioni a bassa intensità “pubblicitaria”, lontane dal mainstream, in linea con una sensibilità vicina a movimenti Lo-fi/Lo-def — più introspettiva e critica verso gli eccessi consumistici — con un vincolo preciso: rispettare la realtà fisica dei corpi celesti.
Output e prossimi step
Il risultato è stato presentato nella giornata finale dell’evento (con dieci gruppi di lavoro) ed è stato accolto con grande interesse, gettando le basi per una futura esposizione prevista a dicembre nell’ambito dello showcase europeo del progetto GAIA.